Le tradizioni Francavillesi

Data: 02/05/2017 Inserito da: 
Le tradizioni Francavillesi

Gli alunni della classe 1^ D della Scuola Primaria del plesso “A. Moro” hanno invitato a scuola Giuseppe Cafueri, ricercatore e studioso della cultura popolare francavillese, presidente del Centro Culturale Francavillese “R. Tardio”, nonché nonno di Francesco, un  alunno della classe.

Il signor Cafueri ha accolto con entusiasmo il nostro invito in occasione della nostra intenzione di realizzare LU PIATTU, una delle tradizioni pasquali francavillesi.  Ci ha raccontato che il mercoledì santo si integrano elementi di folklore ai riti religiosi, come “lu piattu mia”, la cui origine risale al tempo dei Greci. Secondo la tradizione, il giorno di San Giuseppe si semina il grano e lo si depone al buio; una volta cresciuto viene posto in un baldacchino di legno, chiamato “carlanda” e adornato con fiori secchi e freschi, carta colorata, merletti bianchi, fiocchetti, immagini sacre e un limone che simboleggia il sole.

 Il Mercoledì Santo i bambini portano in giro questi piccoli capolavori per le strade della città bussando casa per casa per mostrare il loro lavoro in segno di pace e chiedere con la storica formula “Ccè ti piaci lu piattu mia?” In risposta ricevono un parere sul piatto, dei soldi o biscotti mandorlati.  Il Giovedì Santo, i baldacchini colorati, adornano l’altare di ogni chiesa, in quanto l’addobbo per l’esposizione eucaristica è considerato una camera ardente, un sepolcro. Così, dopo averlo ascoltato con tanto interesse, ognuno di noi ha seminato il grano nel piatto dopo aver sistemato dell’ovatta imbevuta d’acqua, per poi riporlo nell’armadietto e innaffiarlo all’occorrenza. Una volta cresciuto il grano, con l’aiuto delle nostre mamme, abbiamo realizzato un baldacchino rivestito di carta crespa colorata, con fiori, uova colorate, coniglietti, il limone e in alto una colomba. Mercoledì Santo 12 Aprile 2017 siamo andati in chiesa per deporlo sull’altare. Abbiamo anche partecipato al concorso “Ccè ti piaci lu piattu mia?” organizzato dal Centro Culturale “R. Tardio” e il nonno Giuseppe ha consegnato al nipote Francesco l’attestato di partecipazione.

Entusiasti di aver vissuto quest’esperienza, gli alunni della classe 1^ D hanno vissuto un momento legato alla storia e alle radici della nostra tradizione che ha non solo un importante significato religioso legato alla ritualità della Pasqua, ma anche e soprattutto un ricco valore umano che si rinnova ogni volta che un nonno, come in questo caso nonno Giuseppe, racconta ai propri nipoti storie e tradizioni che fanno parte della nostra identità culturale e che non andrebbero mai dimenticate con il passare del tempo.

 



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