I bambini ci invitano alla Pace nel racconto di una grande tradizione …

Data: 25/03/2018 Inserito da: 
I bambini ci invitano alla Pace  nel racconto di una grande tradizione …

Un inizio di primavera dalle tinte invernali ha messo alla prova la tenacia dei bambini e delle loro maestre, ma l’irrefrenabile ardore dei più piccoli, si sa, non fa calcoli d’alcun genere, e figurarsi se poteva rinunciare alla tanto attesa festa della pace.

Marzo è un ragazzaccio inquieto e a rovinare la festa dei bambini ci ha provato in tutti i modi, presentandosi venerdì 23 marzo scorso con cielo plumbeo e folate di vento gelido da pieno inverno, così le maestre della Scuola dell’Infanzia, dopo un rapido consulto con il Dirigente Scolastico, hanno dovuto rivedere il piano iniziale, ma ad annullare la gioiosa attesa dei loro bambini neanche a parlarne.

Pertanto, il previsto corteo dei ramoscelli d’ulivo (che avrebbe dovuto muovere da Piazza G. Matteotti, snodarsi per le vie centrali della città e raggiungere la Basilica Pontificia Minore del SS. Rosario, dove ad attendere i fanciulli per la benedizione ci sarebbe stato l’Ariprete Don Alfonso Bentivoglio) non si è più tenuto e la rievocazione dell’entrata di Gesù Cristo in Gerusalemme è stata ripensata sotto un’altra veste.

 Ed è stata comunque una bella festa, come volevano i bambini: un asinello con in groppa un fanciullo nelle vesti del Cristo e Don Giuseppe Leporale, vice parroco dell’insigne Basilica, hanno visitato tutti i plessi della Scuola dell’Infanzia: ad attenderli tante piccole Gerusalemme, con bambini e maestre che hanno accolto festanti i pellegrini, agitando i loro virgulti d’ulivo in segno di pace … già, un esile rametto di sobrie foglie d’argento come vessillo di concordia e fraternità!

 Il racconto della tradizione pasquale ha vissuto un’appendice speciale al  plesso “C. Andersen”, dove i bambini hanno messo in scena “L’ultima cena”, culmine degli ultimi momenti della vita del Cristo.

Ecco il dovere educativo della scuola: trasmettere i valori di una civiltà attraverso le generazioni, perché non si può edificare la società del futuro senza fondamenta ben salde e una comunità  multiculturale e multireligiosa potrà vivere nella concordia solo se saprà riconoscere le sue radici;  tanto più se ad esserne artefici saranno sempre i più piccoli, guidati dalla sapienza delle loro insegnanti.

E allora la pace non muore mai, riparte dalle periferie lontane, come è accaduto il 23 marzo 2018 a Francavilla Fontana: una lunga scia di candidi palloncini, liberati in cielo dai bambini, ci ha ricordato  che  … “la pace è nell’abbraccio di un amico, nella stretta di mano di un compagno, nel sorriso di chi ti vuole bene”.

 



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